Silvia Senna nata a Milano nel 1968 dopo il Liceo Artistico ha proseguito gli studi nella grafica pubblicitaria, entrando nel mondo del lavoro in uno studio di architettura. La passione per il design ha trovato il suo naturale sbocco nel lavoro, l’arte è stata però molto più presente, l’impegno sempre maggiore fino a diventare un percorso di vita. Negli anni il percorso artistico è sempre stato oggetto di continua ricerca e sperimentazione, dal figurato alla sintesi concettuale. In continua evoluzione è approdata ora alle visioni urbane, la lettura del trattato “modernità Liquida” del sociologo Zygmunt Bauman, è stato determinante nel nuovo percorso dove la verticalità della sua città è stata lo spunto per spostarsi nelle vie cittadine, inseguendo e respirando le velocità di una Metropoli in continuo mutamento. I suoi viaggi per le strade iniziano a soffermarsi di fronte ai palazzi fino a entrarvi , alla ricerca di un dentro che è la chiave di lettura di un fuori, i punti di osservazione di ampliano. “le mie architetture liquide vivono una realtà transitoria ponendo l’accento sulla visione della nostra destinazione non più certa e sicura come è stato per i nostri progenitori. Viviamo una fragilità, una provvisorietà dettata dalla vulnerabilità e tendenza a cambiare continuamente per Essere vivi. L’unica costante è il cambiamento, l’unica certezza è l’incertezza.”
Nella ricerca di solidità delle cose e del suo significato si è innescata la liquefazione che da avversaria si è trasformata in alleata come flusso sociale. Il rapporto tra tempo e spazio è mutevole, non preordinato. Tutto è costantemente soggetto agli stati d’animo, al vento, alle idee che vivono e si muovono lasciando scie di pensiero inseguito e inseguitore, perché siamo diventati nomadi involontari.

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